TECNOLOGIA E GLOBALIZZAZIONE

TECNOLOGIA E GLOBALIZZAZIONE

Tecnologia e Globalizzazione sono due nozioni che vanno insieme, ma quali sfide rappresentano per il nostro futuro?

A cura di Lorenzo Marestroni

Ci troviamo in un momento storico di incertezza e di frustrazione, in cui alcun piano sul futuro è poco concreto. Siamo in una fase storica di cambiamento radicale e al momento non ce ne rendiamo conto. Questa pandemia è piombata sul mondo e ha messo in ginocchio l’economia globale in pochissimo tempo. Quando accadono avvenimenti di questo tipo, inevitabilmente qualcosa cambia. Quando l’uomo è “costretto” ad adattarsi a qualcosa di nuovo, solitamente avvengono grandi cambiamenti. Storicamente basti pensare alle due guerre mondiali e alle grandi innovazioni e cambiamenti a cui hanno portato. Tuttavia, senza travasarsi su catastrofi umane, basti pensare a quante piccole invenzioni o scoperte hanno portato ad un radicale cambiamento della concezione del mondo e della vita, della storia e della politica, delle arti come della vita quotidiana. Per citarne alcune, la scoperta dell’America e la conseguente scoperta che la Terra fosse rotonda, oppure l’avvento di Freud che ha portato ad una nuova concezione dell’anima e all’esistenza del subconscio o molte altre scoperte come la macchina, il telefono e così via.

Ci sono più componenti della realtà che possono essere previsti e immaginati in un’epoca di cambiamento, come il modello politico preponderante (attualmente quello liberal-democratico), come il modello economico (attualmente quello capitalista) o come modello sociale (attualmente quello consumista). In questa analisi suggestiva sul futuro prossimo la mia concentrazione ricadrà sul lato sociale e psicologico.

Cosa stava accadendo negli ultimi anni?

Il mondo negli ultimi anni si è trovato in un contesto di globalizzazione e di grande efficienza tecnologica. Globalizzazione che a livello sociopolitico era già in fase calante prima dell’avvento del Covid-19. Infatti, si può notare come negli ultimi il livello di cosmopolitismo e collaborazione democratica tra Paesi stava diminuendo sempre di più. La conferma è arrivata da un punto di vista politico: troppi Paesi democratici stavano registrando una crescita del potere politico da parte dei partiti di massa e populisti, come per esempio la Lega e il Movimento 5 Stelle in Italia o il Ressemblement National in Francia o l’elezione di Donald Trump e la messa in atto delle sue misure protezioniste negli USA. In poche parole, negli ultimi anni la Globalizzazione, iniziata con la caduta del muro di Berlino nel ’89, stava avendo un periodo di calo politico.

A livello sociale la globalizzazione si tramuta in omologazione. Quando si parla di omologazione, si va a intendere il processo culturale per il quale un gruppo di persone vanno perdendo le proprie caratteristiche e comportamenti peculiari, uniformandosi alle tendenze dominanti. Questa omologazione non ha colpito il mondo solo dal punto di vista politico (es. imitazione del modello americano), non solo dal punto di vista delle tendenze di massa (adozione di mode straniere), ma soprattutto la psicologia dell’individuo (Posso essere me stesso anche se l’ambiente esterno mi spinge ad attenermi a delle “regole” comportamentali?). Fino a che ci si limita ad osservare le conseguenze della globalizzazione sull’individuo, tutto sembra normale. La società crea una tendenza e l’individuo si pone una domanda, a cui poi è libero di dare la risposta che preferisce.

Tuttavia, negli ultimi decenni, un’altra componente si è aggiunta a disturbare la psyché del singolo, la Tecnologia e i social media. Infatti, è proprio l’unione tra l’essere influenzati dal mondo social e la tendenza di omologarsi alla massa, che ha probabilmente apportato modifiche all’azione comportamentale dell’uomo.

Ma perché tutto questo accade?

Penso che questo sia accaduto a causa dell’opinione che abbiamo della tecnologia, pensiamo che sia unA cosa meravigliosa. Infatti, lo è. Ora è possibile essere in comunicazione con qualunque parte del mondo in tempo reale e questo giova il business e le relazioni tra persone che vivono lontane e possono sentirsi. Tuttavia, fino a che i social o la tecnologia vengono visti come un aiuto, un supplemento, una cornice, tutto va bene. Quando, invece, diventano parte integrante della vita, della considerazione di sé, dei costumi, delle mode e così via, è li che diventano dannosi e pericolosi per la salute interiore della persona. È li che globalizzazione, intesa come omologazione, crea un’ondata di negatività sugli individui.

La soluzione?

Non c’è una vera è propria soluzione per uscire da questo circolo vizioso, ma c’è un’opportunità: la quarantena. La quarantena per il Covid-19 è la realizzazione utopistica di un mondo solo tecnologico, solo social, in cui i rapporti interpersonali sono stilizzati su uno schermo. È proprio ora che possiamo renderci conto, che è arrivato il momento di vedere la tecnologia solo come un supplemento. Così, quando torneremo alla vita reale, magari ci renderemo conto di quanto l’essenzialità di un abbraccio e la bellezza di due chiacchere davanti a un caffè siano meglio di uno schermo. Infine, abbiamo anche l’opportunità di conoscerci meglio e capire che “essere se stessi”, andare contro alle tendenze di massa per portare avanti i propri desideri sia meglio che chiudersi in uno stato di accettazione e sofferenza.

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