I VALORI OCCIDENTALI: DECADENZA TOTALE?

Un sistema politico basato sulla sovranità, la partecipazione popolare, la legalità, il rispetto della vita e della dignità umana: questa dovrebbe essere la definizione di ciò che dovrebbe rappresentare l'Occidente, in particolare l’Europa. Valori etici e sociali che i nostri antenati hanno conquistato nel corso del tempo attraversando anche momenti bui come i nazionalismi e totalitarismi della Seconda guerra mondiale. Nonostante tutto ciò siamo riusciti a rinsavire per creare qualcosa che poteva sembrare un'utopia per l’epoca. Perché dunque negli ultimi anni ci troviamo in una fase decadente del nostro percorso?

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DISOCCUPAZIONE ED ALIENAZIONE: DUE CONDIZIONI INUMANE

Il termine 'alienazione' indica, secondo Marx, l’estraniazione dell’operaio dalla sua natura umana puramente genuina, a causa del suo lavoro e del prodotto di esso. Per il filosofo ed economista tedesco, l’uomo perde così la sua identità, trovandola solo nell’oggetto prodotto dal suo lavoro. Tuttavia, questa concezione marxista rispecchia la situazione operaia della società industriale del suo tempo, società fondata sul capitalismo, in cui i lavoratori vengono sfruttati da pochi soggetti sfruttatori.  

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L’UNIVERSITÀ ITALIANA È UN PRESTIGIO INTERNAZIONALE, ECCO PERCHÉ

L’Italia ha molti aspetti su cui vantarsi, uno tra questi è l’ottimo sistema scolastico ed universitario riconosciuto a livello mondiale. Oltre ad essere tra i più rinomati, è anche uno dei più antichi: la prima università italiana risale al 1088 (si tratta dell’Università degli studi di Bologna). Ad oggi, il nostro paese può anche vantarsi di un primato anche per il gran numero di università presenti su tutto il territorio: ben 97! Ma, andando più nello specifico, quali sono i motivi secondo cui uno studente italiano ha molti più vantaggi rispetto ad uno studente americano, inglese, spagnolo o di altri paesi?

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IL ‘LAVORO’, UNA VARIABILE CHE INGANNA

Il lavoro è una variabile che può essere considerata maestra perché ha la capacità di influenzare il pensiero economico e politico di intere nazioni e addirittura d’intere strutture nazionali e sovranazionali, ma al tempo stesso, un dilemma al quale è difficile dare una definizione univoca ed universale. In questo articolo si cercherà prima di analizzare la variabile lavoro, partendo dalla sua importanza, dato che viene definita e presentata all’interno degli studi umanistici, come una grandezza essenziale ma al tempo stesso delicata nella sua gestione, visto che per essa non esiste esattamente un manuale che spiega come utilizzarla e come variarla.

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L’UNIVERSITÀ IN INGHILTERRA: UN ALTRO MONDO

Come recita il titolo di un tragicomico film di Sandro Veronesi: ‘l’Italia non è un paese per giovani’. Nel 2021 la Corte dei Conti ha sottolineato come dal 2013 ad oggi ci sia stato un aumento di quasi il 42% di trasferimenti per lavoro e quasi tre cittadini su quattro fra questi hanno meno di 25 anni. La conclusione è inevitabile: siamo afflitti da una pericolosa ‘fuga di cervelli’. Migliaia di ragazzi lasciano il paese per andare a cercare un futuro più prosperoso all’estero.

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L’IRAN È UN GIOIELLO ANCORA TROPPO FRAGILE

"La poesia è per me come una finestra". Con queste significative parole, la grande poetessa iraniana Forough Farrokhzad, scrive cosa per lei rappresenta la poesia. Forough cercò di cambiare la letteratura e la cultura dell'Iran, difendendo i diritti umani, la libertà delle donne, ricevendo critiche da parte di una società non ancora governata dal Regime Islamico dell'Ayatollah Khomeini, ma dallo Scià Reza Pahlavi. Farrokhzad rappresenta un'Iran dove la cultura ha un ruolo di rilievo, ma con una libertà dei diritti umani ancora non del tutto conosciuta.

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LE NUOVE BORGATE MILANESI NELLA GLOBALIZZAZIONE

Via Carlo Dolci è una via Milanese che si trova all’inizio di una delle zone più conosciute della metropoli, San Siro. Ricordiamo come Pier Paolo Pasolini descriveva le borgate popolari e periferiche romane; Ecco, la zona San Siro è l’immagine perfetta delle nuove borgate della globalizzazione. Le periferie non sono più vissute esclusivamente da proletari Italiani, dagli anni '90 in poi: nuovi gruppi meno abbienti si sono concentrati e hanno via via occupato la zona. Due riflessioni sociologiche vanno a mio avviso condotte: la prima analizza l’esclusione sociale di questi nuovi gruppi; la seconda, la magnifica coesistenza di culture diverse.

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