ADDIO DE MITA, ADDIO PRIMA REPUBBLICA

"Un tipico intellettuale della Magna Grecia", così l'imprenditore Gianni Agnelli definì durante una puntata del programma televisivo Mixer, il politico Ciriaco de Mita. Quella "Magna Grecia" da cui de Mita veniva, ovvero dalla Campania, dove partì la sua storia politica, vissuta soprattutto durante la Prima Repubblica, l'epoca dei nostri nonni e genitori, iniziata nel 1946 con la vittoria al Referendum della Repubblica e finita con Tangentopoli, un lungo periodo di luci e ombre ma che ha lasciato un vuoto incolmabile rappresentato anche da Ciriaco de Mita.

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L’IRAN È UN GIOIELLO ANCORA TROPPO FRAGILE

"La poesia è per me come una finestra". Con queste significative parole, la grande poetessa iraniana Forough Farrokhzad, scrive cosa per lei rappresenta la poesia. Forough cercò di cambiare la letteratura e la cultura dell'Iran, difendendo i diritti umani, la libertà delle donne, ricevendo critiche da parte di una società non ancora governata dal Regime Islamico dell'Ayatollah Khomeini, ma dallo Scià Reza Pahlavi. Farrokhzad rappresenta un'Iran dove la cultura ha un ruolo di rilievo, ma con una libertà dei diritti umani ancora non del tutto conosciuta.

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I BORGHI ITALIANI SOSPESI FRA TRADIZIONE E CAMBIAMENTO

Scrivere una critica confutando il pensiero di importanti scrittori, non è mai una cosa facile, soprattutto se lo scrittore in questione è Pier Paolo Pasolini. Nell'articolo  precedente, avevo scritto riguardo alle tradizioni e ai cambiamenti legati ai borghi, scrivendo dell'esempio del poeta con il suo documentario 'La forma della città' (1974).

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GLI ANTICHI BORGHI ITALIANI, IN BILICO FRA PASSATO E PRESENTE

Lungo tutta la penisola italiana, sono presenti numerosi borghi o comuni, con diverse caratteristiche legate all'aspetto, il luogo in cui si trovano, la storia, le tradizioni, i dialetti e la popolazione. Nel tempo questi  fattori subiscono significativi cambiamenti che per un borgo possono avere effetti positivi come l'estensione dell'abitato, la crescita economica o effetti negativi come l'abbandono con conseguente rovina degli edifici, dei monumenti, delle strade e in generale della forma. Di quest'ultimo aspetto si interessa lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini (1922 - 1975), dove nel documentario "La forma della città" (1974).

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