POSSANO I FUORISEDE VOTARE DOVE VIVONO! INTERVISTA A THOMAS OSBORN

POSSANO I FUORISEDE VOTARE DOVE VIVONO! INTERVISTA A THOMAS OSBORN

A cura di Domenico Bolognese per Thomas Osborn

Thomas Osborn ha 25 anni e ha di recente completato gli studi di economia. Da quando ha 16 anni si occupa di attivismo politico ed associativo con i ‘Giovani Democratici Romani’ giovanissimo ed appartenente ai Giovani Democratici romani. Da qualche mese Thomas sta collaborando con l’On. Madia e con il comitato ‘Voto dove Vivo‘ per tutelare i diritti dei fuorisede universitari.

fuorisède: studenti che frequentano scuole o istituti universitari in località diversa (spesso molto distante) da quella di residenza

Cos’è ‘Voto dove Vivo’?

La proposta nasce nel 2018 poco prima delle elezioni politiche e in un’assemblea dei Giovani Democratici del II Municipio ci guardammo negli occhi e decidemmo che era arrivata l’ora di fare qualcosa per gli studenti universitari fuorisede: la nostra proposta affronta un paradosso tutto italiano per il quale un concittadino che si trasferisce all’estero per vivere o studiare può votare (per posta) senza problemi e senza spendere un euro, mentre un fuori-sede che studia o lavora in una regione diversa da quella in cui è formalmente residente deve necessariamente tornare nel comune di residenza per esercitare quello che dovrebbe essere un suo diritto fondamentale.

Petizione voto dove vivo change.org
La petizione di Change.org è qui linkata

Nasce così la proposta di legge ‘Voto Dove Vivo‘ che afferma una cosa sola: fateci votare, fateci esercitare un nostro diritto fondamentale senza dover ‘tornare a casa’ spendendo soldi e perdendo tempo in viaggi infiniti. In realtà è una richiesta quasi banale, ma che evidenzia quanto il nostro paese sia rimasto indietro su questi temi rispetto agli altri stati europei dove i fuorisede già votano dove vivono da tanti anni.

“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico

Articolo 48, Costituzione

Come nasce il rapporto con l’On. Madia?

Già nel 2018 incontrammo l’On. Marianna Madia, candidata per il centrosinistra nel nostro collegio, che subito decise di sposare la causa, promettendo di portarla in parlamento e garantendoci il supporto del suo staff legislativo per limare la proposta prendendo spunto da una legge simile che era stata presentata nella legislatura precedente. Per diffondere al meglio il progetto lanciammo un comitato, apartitico e aperto, che in poco tempo ha ricevuto l’adesione non solo di tante forze politiche, ma anche di associazioni, realtà del mondo universitario e studentesco, sindacati, e tanti cittadini individuali. È nato proprio così il testo di legge: con un’istanza di un gruppo di cittadini di un territorio, con degli attivisti che decidono di battersi per essa e con la parlamentare che rappresenta un collegio che nelle istituzioni decide di farsene carico. Se uno ci pensa, è così che dovrebbe funzionare normalmente la democrazia rappresentativa, no?

Onorevole Marianna Madia
L’On Marianna Madia, PD

Ad oggi ‘Voto dove Vivo’ a che punto si trova?

La battaglia per il diritto di voto dei fuorisede non è una battaglia di una parte, è una battaglia di buon senso a cui è oggettivamente difficile opporsi, almeno nei princìpi. Proprio per questo il Comitato Voto Dove Vivo ha ricevuto subito l’adesione di tante associazioni civiche o non schierate politicamente. La proposta di legge (N. 1714) è stata depositata alla Camera nel 2019 con le firme di più di quaranta parlamentari. È stata assegnata alla Commissione Affari Costituzionali dove per mesi è rimasta ferma, tuttavia circa un anno fa le cose hanno iniziato a smuoversi.

La segretezza del voto sarà comunque assicurata?

Il testo di Voto dove Vivo è stato depositato nel 2019 (ovvero nell’era pre-Covid) e prevedeva il voto per corrispondenza. Il perché è molto semplice: è il sistema usato all’estero e, quindi, si proponeva di applicarlo anche ai fuorisede che, previa registrazione all’Albo dei Fuorisede mediante SPID, presentavano richiesta. Già nel 2019 proponemmo il voto elettronico ma i tecnici della Camera ci dissero che era qualcosa di irrealizzabile e utopico in Italia.

Ora, tre anni dopo, abbiamo un paese completamente diverso! La digitalizzazione è in ogni ufficio della PA e i più grandi atenei d’Italia hanno votato digitalmente senza problemi. È per questo motivo che oggi non chiediamo che venga necessariamente scelta la modalità di voto che abbiamo proposto nel 2019, ma che si sfruttino al massimo i nuovi contesti sociali e digitali per trovare i modi più sicuri ed efficaci per far votare i fuorisede dove vivono.

Seggio elettorale
Un classico seggio elettorale

Voto dove Vivo’ è una battaglia di civiltà?

Assolutamente sì! Si tratta di rimuovere gli ostacoli che oggi non consentono a 5 milioni di italiani (circa un elettore su dodici) di votare a ogni tornata elettorale (dati del Ministero). Ci meravigliamo se i giovani non sono interessati alla politica o se gli italiani, ma poi ignoriamo il fatto che quello che dovrebbe essere uno dei dritti fondamentali sanciti dalla Costituzione non viene minimante garantito. I fuorisede hanno aspettato per anni questa svolta e adesso che finalmente c’è un testo in Parlamento è arrivato il momento di farsi sentire per far capire quanto questa proposta sia sentita nel paese.

In questi anni le grandi battaglie per i diritti sono state vinte solo quando accompagnate da grande partecipazione e coscienza collettiva. Purtroppo si parla di difficoltà di voto per i fuorisede sempre e solo nei giorni successivi alle tornate elettorali e, soprattutto, quando ci si rende conto che l’affluenza è calata ancora. I riflettori sul tema si accendono per qualche giorno, si grida allo scandalo, ma poi si spengono subito. Il nostro obiettivo come comitato è di renderlo un tema costante, di cui tutti abbiano contezza. È per questo che, oltre al lavoro parlamentare, abbiamo recentemente lanciato il ‘Voto Dove Vivo Tour‘, che ha già raggiunto 8 tappe in giro per l’Italia, e un appello per chiedere ai sindaci e agli amministratori locali di presentare mozioni a supporto di questo tema nei Comuni. L’appello ha superato la quota di 200 firme e in numerosi comuni si sta già parlando di Voto Dove Vivo. Ma soprattutto è importantissimo parlarne sempre con gli amici, nelle università e nelle associazioni.

Movimento Giovani

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