PERCHÈ I FUORISEDE NON POSSONO VOTARE?

PERCHÈ I FUORISEDE NON POSSONO VOTARE?

A cura di Lucrezia Bastagli Ferrari

L’Articolo 3 della costituzione afferma che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. In Italia, più del 10% del corpo elettorale non vive nel suo comune di residenza (4,9M/46,2M), questi vengono chiamati cittadini fuori sede. Gli studenti e/o lavoratori fuori sede in Italia sono circa 4,9 milioni (ISTAT, 2018). I fuori sede che vorrebbero partecipare alle elezioni hanno l’obbligo di recarsi nel comune di residenza per poter votare (salvo eccezioni).

Tempi di spostamento dei LUS* fuori sede (ISTAT, 2018)
Tempi di spostamento dei LUS (cittadini che mostrano segnali amministrativi come lavoratori, universitari o studenti di un ciclo scolastico) fuorisede (ISTAT, 2018)

In totale, in Italia, il 22% dei cittadini lavoratori e/o studenti sono fuorisede, un numero conseguente di persone che saranno costrette a spostarsi per votare con l’arrivo delle elezioni del 25 settembre. Quasi un milione di fuorisede vive in Lombardia, seguono sul podio Campania e Veneto. Il 36% dei fuori sede italiani impiegano più di 4 ore di viaggio (A/R) (1,9 milioni di persone) per raggiungere il luogo di residenza. Gli spostamenti più lunghi in media sono nelle Isole e al Sud, che concentrano il 76% degli spostamenti di oltre 12 ore a causa di barriere geografiche e una rete ferroviaria meno collegata. (ISTAT) Chi necessita di più di 12 ore per arrivare al comune di residenza rappresenta la categoria più problematica perché il costo e il tempo per raggiungere i seggi diventa considerevolmente elevato; possiamo immaginare che siano la categoria che ha più probabilità di astenersi.

A comprovare la problematica: fuori sede – astensione, un sondaggio del 2018 dove il 27% di chi si era astenuto sostiene di averlo fatto per “non affrontare onerosi trasferimenti”

La via libera, 2022
Quantità di LUS fuori sede per regione in migliaia (ISTAT, 2018)
Quantità di LUS fuori sede per regione in migliaia (ISTAT, 2018)

Le proposte delle prossime elezioni politiche

In vista delle politiche del 25 settembre 2022 alcune misure sono state implementate per agevolare i cittadini italiani affinché possano ritornare nel loro comune di residenza. I treni Trenitalia offrono un rimborso del 60% sui treni regionali e del 70% sugli intercity e AV; anche Italo fornisce un rimborso del 60%. Flixbus fornisce un voucher e i traghetti della “Compagnia italiana di Navigazione” uno sconto del 60%. Per quanto riguarda le tratte aeree, Ita Airways offre uno sconto del 50% per i voli nazionali, 40% per gli internazionali e 25% sulle tratte intercontinentali. D’altro canto, è importante osservare che questo sconto è applicato sul prezzo del biglietto senza supplementi e senza tasse offrendo sconti che sono molto lontani da una metà prezzo sul costo finale del biglietto.

Gli esponenti politici più coinvolti nel problema dei fuorisede sono principalmente quelli di centro-sinistra e del terzo polo. Carlo Calenda, il leader di Azione/Italia Viva ha espresso il bisogno di rimborsare al 100% i trasferimenti dei fuorisede sostenendo che questa riforma rappresenterebbe una spesa di 17 milioni

Twitter, 2022

Emma Bonino, leader di +Europa, ha affermato su Radio 24: “Sono preoccupata dall’astensione e mi pongo il problema dei 5 milioni di fuorisede, tanti giovani ma anche tanti lavoratori, che non potranno votare. Non che i responsabili politici non conoscano il tema: è dal 2017 che poniamo il problema e tutte le volte ci viene risposto che non è il momento. Invito comunque tutti ad andare votare qualunque cosa votino; se poi votano me, sono più contenta”.

Emma Bonino, leader di +Europa
Emma Bonino, leader di +Europa

Il CUN (organo consultivo e propositivo del ministro dell’Università e della Ricerca) richiede la “Sospensione delle attività didattiche per i giorni 26,27 e 28 settembre, successivi al momento elettorale, per consentire il ritorno nella sede di studio a studenti e lavoratori della conoscenza fuori sede”. Un fuori sede intervistato a Roma afferma “Per i referendum è stato possibile firmare con il cellulare attraverso lo SPID. Per quale motivo non possiamo farlo anche a queste elezioni?”. Un’altra proposta è quella di una tessera elettorale digitale in grado di accogliere elettori in seggi diversi da quelli di residenza.

Per quanto riguarda il centro destra, la problematica dei fuori sede non fa parte del programma elettorale e non è stata espressa in nessun momento.

E all’estero?

In conclusione, a differenza dell’Italia, la maggior parte dei paesi europei hanno trovato soluzioni al problema. Austria, Germania, Irlanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera permettono il voto per corrispondenza. In Belgio, Francia e Paesi Bassi è possibile delegare il proprio voto a un’altra persona. In Danimarca, Norvegia, Portogallo e Svezia c’è il voto anticipato, mentre in Estonia c’è quello elettronico.

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