“MI DISPIACE, AFFITTO SOLO A RAGAZZE”

“MI DISPIACE, AFFITTO SOLO A RAGAZZE”

A cura di Domenico Bolognese

Oggi car* amic* vi raccontiamo una storia che accomuna  circa 570 mila studenti fuori sede del nostro Paese e che finisce per creare ingiustizie sotto ogni punto di vista. Uno dei tanti problemi che ogni fuori sede deve affrontare, oltre ai costi e l’impegno nello studio, è quello di cercare una casa, un posto letto o una semplice camera nella città universitaria. Oltre a dover trovare un posto dove stare ad un buon prezzo, alcune volte bisogna anche trovare persone con cui condividere questo posto, sempre che non lo facciano determinati proprietari di cui vogliamo parlarvi oggi…

Affitto / Affittasi

Ci sono tuttavia delle città dove il prezzo degli affitti è rimasto esorbitante: Milano (850 – 1500 euro per una stanza singola), Roma (470 – 1200 euro circa), Venezia (350 euro) e Bari (250 euro).

Il costo più grande

Riflettendoci, se pensiamo al costo più importante nella vita di un fuori sede è proprio l’affitto. Tuttavia, se è vero che in molte città italiane i costi sono insostenibili per una famiglia mediamente ricca, bisogna considerare come la pandemia del Covid-19 abbia danneggiato il mercato immobiliare riducendo i prezzi, non solo degli appartamenti in affitto o in vendita, ma anche quelli delle stanze singole e dei posti letto, rendendo sicuramente un po’ più contenti noi studenti a discapito dei proprietari. Ci sono tuttavia delle città dove il prezzo degli affitti è rimasto esorbitante: Milano (850 – 1500 euro per una stanza singola), Roma (470 – 1200 euro circa), Venezia (350 euro) e Bari (250 euro).

Città di bari
Bari vecchia

“Solo per ragazze”

Uno dei problemi che il fuori sede incontra ancor prima del prezzo è la discriminazione. Se ci si fa caso nei vari annunci si può notare facilmente una serie di restrizioni (più o meno legittime) da parte del proprietario di casa: a partire dal semplice ‘no fumatori’, il ‘no matricole’ fino ad arrivare agli insopportabili ‘no ragazzi del Sud‘ (che ricorda il celebre ‘no stranieri, solo italiani’ di salviniana memoria) e al ‘solo ragazze‘. Ovviamente, a proposito di quest’ultimo (tralasciamo giustamente nell’analisi quei casi dove a convivere nello stesso ambiente ci sono sole studentesse) dovremmo concentrarci su quei casi dove la scelta parte proprio dal  proprietario. Chiediamoci se nel 2022 può considerarsi normale e accettabile considerare inadatti gli individui appartenenti ad un determinato genere? Io non credo.

Chiediamoci se nel 2022 può considerarsi normale e accettabile considerare inadatti gli individui appartenenti ad un determinato genere?

Insofferenza alla discriminazione

Analizzando due dei maggiori siti nel settore della ricerca di case in affitto e in vendita e considerando le due città con il costo degli affitti più alto, noteremo come gli appartamenti accessibili anche ai ragazzi si aggirino intorno al 70%. Inoltre a questo 30% di case alle quali determinati individui (solo ed assurdamente in base al proprio genere) non possono accedere, sono riservate spesso offerte migliori. Tutto questo solo a causa di inutili e stupidi pregiudizi. A mio parere, signori, anche questa è discriminazione.

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