LGBTQAI+: COMPORTAMENTI INCLUSIVI

LGBTQAI+: COMPORTAMENTI INCLUSIVI

A cura di Nicola Reza Marsico

Usare un linguaggio inclusivo significa parlare e scrivere in modo da non discriminare le persone per il loro orientamento o identità di genere e di non perpetuare gli stereotipi di genere. Dato il ruolo chiave del linguaggio nel plasmare gli atteggiamenti culturali e sociali, l’uso di un linguaggio inclusivo di genere è un modo efficace per promuovere la parità di genere e sradicare i pregiudizi.

lgbt, lgbtq+, lgbtqai+

Le parole che usiamo rappresentano il nostro pensiero e la nostra persona, i cambiamenti strutturali partono dai cambiamenti lessicali… …Un primo passo, non normativo, verso l’inclusione e il rispetto della diversità può essere realizzato tramite delle accuratezze lessicale nella nostra vita quotidiana

Nicola Marsico, direttore de ‘il Giovane’

I protocolli delle Nazioni Unite

Seguendo i protocolli delle Nazioni Unite (2022) e le esperienze coltivate all’estero dal gruppo di redazione ‘il Giovane‘ si possono identificare quali atteggiamenti bisogna adottare per avere un approccio inclusivo

  • Quando ci rivolgiamo ad una persona, utilizziamo pronomi che siano coerenti con l’identità di genere: (he/him, she/her, they/them), pur ricordando che l’identità di genere non è per forza l’identità della nascita della persona.
  • SUPERARE gli stereotipi sociali. Nel parlare dobbiamo evitare di femminilizzare o mascolinizzare certe categorie. Un esempio chiave è quello della comunicazione telefonica di un servizio taxi milanese che parla di “operatrici momentaneamente occupate”, prendendo per scontato che il ruolo di operatore telefonico sia prettamente femminile. Vi sono numerosi altri esempi come “la segretaria”, “il presidente”, “la donna di servizio”.
  • Per evitare discriminazioni per persone non classificate nel genere femminile o maschile si possono adottare termini neutrali come “partners”. Nei casi in cui evidenziare il genere renderebbe la frase più inclusiva, possono essere usate due parole separate.
  • NON sottolineare il genere quando non vi è rilevanza: “gli uomini” vs “l’umanità” , “gli uomini e le donne più famosi del mondo” vs “gli uomini e le donne più celebri” “i candidati devono inviare la tessera” vs “la tessera deve essere inviata”, “benvenuto” vs “ti diamo il benvenuto”
  • Il genere neutro tramite l’uso della schwa: ə. Esempio: “ci serve un giocatore che possa aiutare” vs “ ci serve unə giocatorə”. La schwa è considerata un’estensione della lingua verso la neutralità di genere che permette di risolvere molti problemi che riguardano l’inclusione. Per maggiori informazioni sul linguaggio italiano inclusivo: https://italianoinclusivo.it.
  • OMETTERE in ogni modo vocaboli e commenti discriminatori e disqualificanti basati sul genere o identità, comportamenti ricorrenti tra i giovani. Esempio chiave del giornalista Vittorio Feltri che qualifica le persone omosessuali come “froci” o “finocchi”. Un’immagine terrificante dei media italiani.
  • Creare e promuovere una socializzazione collettiva attenta ai valori menzionati in precedenza (inclusione, openmindness, diversità …) tramite dibattiti e l’integrazione di persone LGBQTIA+ nel contesto privato e pubblico. Pensiamo a quanti rappresentanti, deputati, ministri, CEO LGBQTIA+ ci sono in Italia.

Un caso di esclusione sociale: Le elezioni 2022 in Italia

Durante le elezioni i seggi sono stati divisi fra “maschi” e “femmine” creando una forma di discriminazione e di divisione per le persone transgender, queer, nonbinary, questioning e + che non hanno ancora realizzato il proprio coming out. Perché mettere le persone difronte a delle scelte convenzionali quando non hanno ancora avuto l’opportunità di definire il proprio orientamento in pubblico? L’organizzazione dei seggi poteva essere divisa comodamente per ordine alfabetico.

seggi elezioni 2022, divisi per sesso, discriminazione
I seggi suddivisi in base al sesso

Per maggiori approfondimenti:

https://youtu.be/3xpvricekxU

https://youtu.be/vtiYr24zSYc

Movimento Giovani

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