La lotta contro il cyberbullismo di Christian Olcese

La lotta contro il cyberbullismo di Christian Olcese

Christian Olcese è un giovane artista, regista e scrittore che si sta occupando da tempo alla lotta al cyberbullismo grazie agli strumenti artistici. 

A cura di Nicola Reza Marsico per Christian Olcese

  1. Cos’è realmente il cyberbullismo? E perché è più spaventoso del bullismo?

Il Cyberbullismo non si può realmente definire, il Cyberbullismo è un fenomeno anomalo, psicologico, sociale che colpisce maggiormente gli adolescenti e le donne. Il Cyberbullismo è anche Revenge Porn, è paura di esprimersi e di denunciare quel che si prova e quel che si subisce. E’ più spaventoso del Bullismo poiché il carnefice non ha forma, voce e corporeità e quindi non si vede e quindi può essere chiunque..Chi è vittima, dunque, si trova costretto a combattere contro il vuoto, contro il nulla e quindi, in fin dei conti, contro se stesso e contro la sua personale paura.  

  1. Raccontaci della tua lotta contro questo fenomeno. 

Io, da ragazzino, ho subito atti di Bullismo per i miei piccoli difettucci fonetici. Ricordo di aver passato un momento d’incertezza e di ansia profonda. Tuttavia, chi non ha mai subito atti di Bullismo? Lo scherzo, lo scherno, il prendersi in giro sono componenti classiche da dover sopportare in età giovanile, anche se ai miei tempi, e non sono così vecchio, non esisteva il Cyberbullismo. La mia lotta, visto che non ho mai subito, per fortuna, di Cyberbullismo, nasce dall’aver preso coscienza che, tale fenomeno, deve essere assolutamente fermato e contenuto: non è possibile che ancora, nel 2022, ci sia una percentuale pari al 61% di vittime di Cyberbullismo. Lottare è una parola usata molto spesso ma con un’accezione sbagliata: la vera lotta vive nella presa di coscienza e nel tentativo di sistemare le cose. Da parte mia, il lottare, sta nell’aver realizzato questo cortometraggio/spot. Quale metodo migliore esiste? Viviamo costantemente contornati da video o da storie o da reel, no? I social devono accogliere tematiche sociali e devo condividere contenuti sensibili, scuotenti, educativi. Devo anche ringraziare il mio fidato collaboratore, Filippo Castagnola, senza il quale ciò che oggi vedete non sarebbe stato possibile, devo ringraziare Edoardo Nervi e Lea Borniotto, altri miei preziosi collaboratori, non solo in termini artistici ma anche e soprattutto in termini umani: tutti quanti abbiamo a cuore la tematica Cyberbullismo e tutti quanti, come possiamo, cerchiamo di combatterla. 

  1. Come sei riuscito a mettere in scena il cyberbullismo? Perché il teatro è uno strumento più che efficace? 

L’idea generale era quella di scuotere profondamente l’animo di chi prende visione del video. Per cui, rappresentare il Cyberbullo senza volto, in una stanza buia e tetra e contornata di fili elettrici, pensavamo fosse la chiave di lettura emotiva: speriamo risulti così anche al pubblico.  Inoltre, inserendo all’interno del video  figure professionali (psicologi, psichiatri), capaci di spiegare le dinamiche emotive, mentali che intercorrono durante l’evoluzione di tal fenomeno, volevamo dare una spiegazione professionale e scientifica e volevamo trasmettere anche le possibili soluzioni e vie d’uscita psicologiche da percorrere in caso di depressione o di altri stati mentali deplorevoli. Il teatro è una delle possibili soluzioni, secondo il mio esimio parere. Recitare, uscire allo scoperto, indagare sui propri stati d’animo, mettersi in discussione e non vivere sempre nella stessa maniera, imposta dalle nostre erronee certezze comportamentali, deve essere fondamentale per chi soffre di Cyberbullismo o di Revenge Porn. Poi, ovviamente, è anche giusto andare dallo psicologo, per carità. E’ giusto parlare, dialogare con i propri cari, dire ciò che si prova e  mettersi a nudo.

  1. Quali saranno le prossime tappe? Come e quando diffonderai il tuo lavoro? 

Per adesso il video è disponibile solo sul mio canale social. Ma, nei prossimi mesi, succederanno tante cose importanti e speriamo utili. Andrò a parlare nelle scuole, porterò in giro il mio nuovo spettacolo teatrale, pensato con Christian Zecca e Francesca Frassetto. A tal proposito, visto che lo spettacolo teatrale si basa sulla narrazione, in sala, di storie di vita reali e  di storie di disagio, se avete la vostra storia da raccontarmi, inerente al Cyberbullismo a al Revenge porn, potete raccontarmela, a breve, in forma anonima, in un apposito profilo social della piattaforma “Tellonym”: vi aspetto, mi raccomando.

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