INTERVISTIAMO MICHELE SILVESTRI, COORDINATORE REGIONALE MG PUGLIA

INTERVISTIAMO MICHELE SILVESTRI, COORDINATORE REGIONALE MG PUGLIA

A cura di Alexander Cerato

Coordinatore regionale di Movimento Giovani in Puglia, consigliere regionale giovanile, laureando in ingegneria presso l’Università di Modena e docente ITP di elettrotecnica. Michele Silvestri, 21 anni, non è soltanto questo; con lui, dalla redazione, abbiamo parlato di scuola, politica ed attualità.

Ciao Michele! Come ti sei avvicinato a MG? Perché?

Come molti giovani nasco distante dalla politica poi è successo qualcosa. Durante la quinta superiore di elettrotecnica, mentre vivevo ancora in Puglia, la Regione Puglia ci ha presentato un progetto molto interessante. Era possibile, per gli studenti dalla terza alla quinta superiore, candidarsi nel Consiglio Regionale Giovanile (un consiglio speculare a quello ordinario ma dedicato ai ragazzi). Entusiasta di questa opportunità mi sono candidato e alla fine, con grande sorpresa, sono diventato consigliere!

Michele Silvestri

A 21 anni sei già un docente, com’è rapportarsi con ragazzi che hanno praticamente la tua stessa età?

Sono diventato docente ITP (ndr. insegnante tecnico-pratico) nell’aprile 2021, ad appena vent’anni. Avrei anche potuto cominciare prima ma ho ritenuto fosse troppo presto e ho posticipato. C’è da dire che la prima volta che sono entrato in classe gli alunni erano letteralmente impietriti. Poi col tempo hanno iniziato a vedermi come un fratello maggiore con cui dialogare e confrontarsi, certamente è importantissimo il legame di fiducia con gli alunni. Fin da subito ho fatto capire ai ragazzi che non dovevano avere paura aprendomi ad un rapporto più confidenziale ma pur sempre fondato sul rispetto reciproco. Comunque, essendo un docente di laboratorio cerco sempre di proporre esperienze nuove, entusiasmanti e divertenti, perché secondo me è proprio quando ci si diverte che si ‘impara’ veramente.

Quali sono i problemi ricorrenti fra i giovani di oggi?

La prima cosa per la quale i ragazzi si lamentano è sicuramente la DAD (ndr. didattica a distanza), questa modalità li ha penalizzati tantissimo. Bisogna considerare che nell’istituto tecnico in cui insegno l’esperienza in laboratorio è fondamentale ed essenziale per il programma di studio che viene messo in atto. In secondo luogo, un problema non indifferente attiene alla vita sociale. Anche a causa della DAD, ma non solo, non c’è più un rapporto fisso, stabile fra i ragazzi contemporanei nella vita di tutti i giorni. Questo conduce spesso a problematiche psicologiche. Bisogna assolutamente fare qualcosa a riguardo, vedere dei ragazzi all’alba della loro vita soffrire perché non riescono ad esprimersi o, peggio, non trovano stimoli nel mondo che li circonda è frustrante, non soltanto come docente ma, soprattutto, in quanto uomo.

È frustrante accorgersi che molti ragazzi sono privi di stimoli, quasi disorientati dal mondo circostante, bisogna fare qualcosa!

Cosa significa insegnare in Italia?

La situazione italiana per quanto riguarda l’istruzione è letteralmente deprimente: utilizziamo vecchie metodologie, c’è poco aggiornamento nella formazione dei docenti e non si lascia spazio alla formazione individuale dello studente. Un’altra considerazione ancora più triste: nel nord Italia la situazione è definitivamente migliore se comparata al sud della penisola. Io, ad esempio, insegno nello stesso tipo di istituto nel quale mi sono formato in Puglia; inutile dire che la differenza è abissale. Tante cose che spiego qui ai miei ragazzi in Puglia non me le hanno mai spiegate; non so dire il perché, forse per pigrizia oppure per incapacità, ma in entrambi i casi la cosa rimane imbarazzante. Nella scuola in generale dovrebbe avvenire una vera e propria rivoluzione tramite corsi di aggiornamento ed avvicinamento a modelli più moderni, attuali ed efficaci.

Parliamo di politica, cosa ne pensi dello stato attuale in Italia?

Personalmente l’attuale situazione politica la guardo con molto favore, penso che un ‘governo tecnico‘, in un paese come l’Italia, sia un sistema molto efficace in quanto ognuno ricopre il ruolo nel quale possiede più competenza. Vedere politici passare da un ministero all’altro senza essere veramente preparati nel ruolo per i quali sono stati indicati mi innervosisce molto. Non bisogna valorizzare se stessi tramite le cariche politiche, ma valorizzare le cariche politiche tramite se stessi e le proprie competenze. Ovviamente parlo di un cambiamento radicale, insomma tutto il contrario di ciò che è accaduto fino al Governo Draghi.

Non valorizzare se stessi tramite le cariche politiche, ma valorizzare le cariche politiche tramite le proprie competenze

Quali cambiamenti proporresti allora?

La rivoluzione che proporrei si articola in tre punti fondamentali:

  • Politiche green ed energia nucleare: il nucleare di oggi è sicuro, pulito ed efficiente, chi pensa il contrario è probabilmente poco informato.
  • Istruzione più smart e flessibile: un alunno deve avere la possibilità di strutturare il proprio programma di studi in modo tale da poter esprimere al meglio se stesso. Così si incentiva l’impegno personale e la qualità nel lavoro svolto.
  • Burocrazia: se non addirittura eliminata va sicuramente ridotta in modo opportuno rendendo le pratiche attuabili dai cittadini in autonomia; ovviamente questo richiederebbe come contrappeso una formazione dei cittadini stessi all’utilizzo di tali piattaforme.

Movimento Giovani

'Il Giovane' è l'organo di scrittura ufficiale del Movimento Giovani, seguici sui social!

Leave a Reply