INFLAZIONE ALLE STELLE: QUANTO BISOGNA PREOCCUPARSI?

INFLAZIONE ALLE STELLE: QUANTO BISOGNA PREOCCUPARSI?

A cura di Gloria Alite

Inflazione, che sia al telegiornale o al bar, abbiamo sentito tutti almeno una volta questa parola con la quale facciamo i conti ogni giorno. Noi stessi parliamo di questo fenomeno economico, ma sappiamo veramente cos’è e come funziona? Cosa significa, qual è la situazione inflazionistica attuale, quali sono le cause e le conseguenze di questo fenomeno verranno illustrate nei seguenti paragrafi. 

L’inflazione è una crescita progressiva del livello generale dei prezzi nel tempo e, nell’ultimo mese, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha subito un aumento del 6% su base annua.

Inflazione, NIC, IPCA: cosa sono?

Quando si parla di inflazione si sente spesso nominare il NIC, il quale misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico e rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche. Invece l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento del 6,3% su base annua; questo indice serve per avere un misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. 

Nell’eurozona l’inflazione annua è del 7,4%. I componenti che contribuiscono all’inflazione sono la crescita dei prezzi dell’energia che con un tasso annuo del 37,5%, beni alimentari al 6,3% e alcol al 5%. I servizi invece, secondo Eurostat, rappresentano la componente più importante, con circa il 41,7% della spesa per consumi monetari finali delle famiglie nell’area dell’euro. 


Non solo gas ma anche beni alimentari

Oltre all’aumento dei prezzi nella zona dell’euro sono aumentati anche in Italia. Non parliamo solo di energia ma anche olio di semi, verdura, burro, pasta, farina, carne, frutta, pesce; l’intera filiera agroalimentare sta subendo le conseguenze di questo periodo storico. Inoltre la spesa totale prevista per la bolletta del gas potrebbe salire al 56% rispetto all’anno precedente, mentre per l’energia elettrica al 82%.

Questi dati ci mostrano come l’inflazione si sta alzando e più l’inflazione è alta più i prezzi dei beni e servizi crescono rispetto all’aumento dei salari; ciò significa che il potere d’acquisto si riduce. Le conseguenze non si riversano solo su noi cittadini e sulle famiglie ma anche sulle imprese. Per esempio chiedere mutui, prestiti e finanziamenti costerà di più perché nell’arco del 2022 i tassi di interesse aumenteranno, come anticipato dalla Banca Centrale Europea. Tuttavia se i tassi di interesse aumentano ci sarà una propensione più bassa nell’acquistare i titoli di Stato che di conseguenza costeranno meno. Tutto questo porta a un debito pubblico più costoso. 

Gli interventi del governo

Visti gli effetti distruttivi che l’inflazione ci sta portando, Mario Draghi si è espresso nei seguenti termini “L’Italia è intervenuta per aiutare le famiglie con uno stanziamento significativo di 20 miliardi e faremo quanto è necessario, ma occorre capire che il sostegno a carico del bilancio per il debito pubblico ha significato se l’aumento è temporaneo. Se l’aumento è permanente occorrono risposte strutturali”.

Mario Draghi, premier italiano ed ex presidente della BCE

La normalizzazione della politica monetaria si sta facendo più urgente e dunque occorre agire per difendere la stabilità dei prezzi

Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della BCE

Per dimostrare più nel concreto una soluzione Draghi propone, in campo energetico, la rottura del meccanismo che unisce il prezzo del gas al prezzo dell’energia elettrica. Inoltre suggerisce di coltivare tutto il terreno disponibile e diversificare i mercati da cui importiamo. A livello europeo invece interviene Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, affermando “la normalizzazione della politica monetaria si sta facendo più urgente e dunque occorre agire per difendere la stabilità dei prezzi”. Questa affermazione ci basta per rispondere alla domanda del titolo, perché se la situazione viene definita urgente non possiamo non preoccuparci.  

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