I DIRITTI UMANI IN IRAN: UNA REALTÀ ANCORA LONTANA
Iran flag waving in the wind above skyline of Tehran lit by orange glow of sunset.

I DIRITTI UMANI IN IRAN: UNA REALTÀ ANCORA LONTANA

A cura di Antonio Simondi

Come può un paese come l’Iran, ricco di monumenti storici, storia e una cultura antica, un tempo culla delle civiltà, ad essere una nazione senza tutele dei diritti umani? 

File:Forough Farrokhzad with pipe.jpg - Wikimedia Commons
Forough Farrokhzad (1934 – 1967)

Un problema culturale

Secondo la mia personale opinione, pensata dopo aver letto  idee di scrittrici e intellettuali, come Forough Farrokhzad o Shahla Lahijii, la quale ha scritto diversi libri in difesa dei diritti delle donne. Il problema è di carattere culturale, sono nati scrittori, scrittrici, si è sviluppata nel corso dei secoli l’arte, la cultura, ma non si è pensato alle libertà dei cittadini, vista come un pericolo da parte di chi deteneva e detiene ancora oggi il potere politico ed economico del paese.

Le cause

Le cause dell’attuale situazione dell’Iran sono tante, ma quelle che hanno avuto maggior peso sulla moderna storia del paese, si possono identificare con la caduta dell’ultimo Scià, Reza Pahlavi avvenuta nel 1979, l’avvento del duro Regime Islamico dello Ayatollah Ruhollah Khomeyni e la guerra contro l’Iraq durata per un lungo periodo durato dal 1980 al 1988. Con la fine dell’ epoca degli Scià, le persone si illusero che con Khomeyni fosse arrivata la libertà e per un breve momento l’illusione fu reale. Nacquero partiti politici di sinistra, gli intellettuali potevano esprimere la loro propria opinione e lo slogan per il Referendum del 1979 che sancì la nascita della Repubblica Islamica era proprio “Libertà“.

Immagini dell’Ayatollah Ruhollah Khomeyni

Shahla Lahjii scoprì subito quale fosse la vera natura di chi era al governo. Per prime furono attaccate le donne, viste come immorali, fu vietato a loro di lavorare come giudici o insegnare presso le università, l’età del matrimonio scese a 13 anni e avevano l’obbligo di indossare il velo, furono chiuse le scuole per le ragazze. L’idea di Khomeyni era quella di togliere il concetto di occidente all’interno del paese, di fatto chiudere l’Iran dal resto del mondo con la lotta al liberalismo, simbolo fu l’occupazione dell’Ambasciata americana a Teheran con la presa di ostaggi di cittadini statunitensi. La rivoluzione culturale promossa dal regime continuò con la chiusura delle università, i giovani venivano mandati a combattere contro l’Iraq, iniziarono le repressioni violente  contro i gruppi delle opposizioni e chi manifestava,  molti attivisti furono arrestati, torturati o giustiziati secondo la legge della  Sharia. C’era un controllo della vita pubblica, i libri prima di essere pubblicati dovevano essere controllati dal Ministero della Cultura, molti non furono pubblicati e messi sotto censura, era vietato scrivere dei rapporti tra uomo e donna, critiche sulla guida religiosa o sul governo. Dunque a mio avviso il problema è alla base della società, un’ideologia libera iniziale non c’era, forse un cambiamento è possibile, com’è già avvenuto in passato durante la presidenza del riformista Khatami, ma la strada è ancora molto lunga.

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