I BORGHI ITALIANI SOSPESI FRA TRADIZIONE E CAMBIAMENTO

I BORGHI ITALIANI SOSPESI FRA TRADIZIONE E CAMBIAMENTO

A cura di Antonio Simondi

Scrivere una critica confutando il pensiero di importanti scrittori, non è mai una cosa facile, soprattutto se lo scrittore in questione è Pier Paolo Pasolini. Nell’articolo  precedente, avevo scritto riguardo alle tradizioni e ai cambiamenti legati ai borghi, scrivendo dell’esempio del poeta con il suo documentario ‘La forma della città’ (1974).

Pier Paolo Pasolini mentre gira ‘Le forme della città‘, 1974

Pasolini parte appunto dall’analisi della città di Orte, nel Lazio, facendo notare come il suo centro storico e l’area circostante si è rovinata, con case, monumenti storici e strade deteriorate, peggiorata anche dalla presenza di moderni edifici fuori dalla città. Nel documentario si continua a parlare dell’importanza nel preservare lo spirito tradizionale e antico del luogo, spiegando come non sia soltanto un problema delle città italiane, ma anche di molte altre nel resto del mondo, citandone alcune, tra cui, l’antica città marina di Al-Mukalla un tempo parte del Protettorato di Aden, attuale Yemen. Aveva come dice Pasolini una porta di granito bianca, distrutta per far passare i camion.

Se per Pasolini la distruzione della storica porta di Al-Mukalla rappresentava la caduta del valore sacro e storico, per gli abitanti invece l’abbattimento della porta era il progresso della città

Progresso o tradizione?

Pasolini esprime la necessità di tornare a quella realtà semplice e rustica propria delle persone. Se per Pasolini la distruzione della storica porta di Al-Mukalla rappresentava la caduta del valore sacro e storico, per gli abitanti invece l’abbattimento della porta era il progresso della città che andava avanti e cresceva con l’aumento della popolazione e di conseguenza dell’economia, con la costruzione appunto di strade. Le trasformazioni che avvengono in un paese, possono avere molte volte aspetti positivi, come l’aumento della cittadinanza, nascita di nuove zone abitabili, spazi per il cittadino quali parchi, piazze, scuole e servizi utili a creare un benessere non solo per la gente del luogo, ma anche per coloro che vengono da altre zone vicine o lontane che siano, portando nuove tradizioni, usi e costumi e dialetti.

Il comune di Trevinano, Lazio

20 milioni di speranze

Un paese nel corso della storia inevitabilmente va incontro a cambiamenti, percorre nuove vie e non rimane sempre ‘ancorato’ al proprio passato. Ultimamente i quotidiani italiani e di tutto il mondo, hanno scritto riguardo al Comune di Trevinano, piccolo borgo dell’alto Lazio al confine con la Toscana, il quale è riuscito ad aggiudicarsi dal Ministero della Cultura, un finanziamento di 20 milioni di euro per la riqualificazione del borgo, nell’ambito PNRR (ndr. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Il progetto del borgo, che porta il nome di “Trevinano Re-Wind“, punta alla crescita economica, sociale, urbana e culturale; con progetti per il turismo, contro lo spopolamento e la creazione di un centro di studio per gli studenti universitari interessati a trasferirsi proprio là. È quindi di grande importanza prendere ispirazione da realtà come Trevinano per cercare di inseguire un cambiamento ma senza abbandonare la realtà che solo la storia può costruire.

Movimento Giovani

'Il Giovane' è l'organo di scrittura ufficiale del Movimento Giovani, seguici sui social!

Leave a Reply