“Giochi di ombre”, la nuova generazione in un romanzo.

“Giochi di ombre”, la nuova generazione in un romanzo.

“Giochi di ombre” è il nuovo romanzo di Daniela Dawan, giudice e scrittrice, che tramite la storia di quattro ragazzi ci racconta i problemi quotidiani e intimi comuni alla nuova generazione.

A cura di Nicola Reza Marsico ; Intervistata: Daniela Dawan

Quali sono i protagonisti di questa storia intrigante e dove è ambientata? 

La storia è ambientata a Milano. Più precisamente, l’avventura ha inizio nel centro storico della città, in via Cappuccio. I protagonisti sono quattro diciottenni, due maschi e due femmine, alla vigilia dell’ultimo anno di liceo e molto amici tra loro. Amicizie, talvolta, non prive di risvolti sentimentali.     

Quali tematiche che coinvolgono la nuova generazione vengono affrontate in “Giochi di ombre”? 

Il desiderio e la spinta ad affrancarsi dai genitori, a cercare la propria strada, anche a costo di affrontare sfide difficili. Ciò che più conta è trovare se stessi, essere autentici. Non avere paura. E poi l’impegno nei confronti delle sorti del pianeta, mi riferisco al clima, ma non solo.    

Perché secondo lei questo romanzo potrebbe essere qualificato come ‘un’allegoria della crescita adolescenziale’?

Perché il percorso nei sotterranei della città, così labirintici e misteriosi, evoca il percorso della crescita dei ragazzi. E la crescita, si sa, non è sempre facile. Spesso è costellata da insidie, trappole, oscurità, che un adolescente finisce per superare, acquistando più forza e più consapevolezza di sé.

Quali saranno i principali lettori a suo parere? Perché secondo lei un ragazzo/a non dovrebbe perdersi questa lettura?

Mi sento di dire che, per quanto sia un libro rivolto principalmente ai ragazzi, la sua lettura è consigliata anche agli adulti: a quelli che sono genitori di adolescenti, a cui, forse, può dare un piccolo contributo alla comprensione dei propri figli, delle loro speranze, dei loro desideri, delle loro aspettative. Ma anche agli adulti che non hanno figli adolescenti o che non  li hanno affatto, perché “Giochi di ombre” può essere letto anche come una fiaba ricca di spunti di riflessione sulla vita in generale. Per un ragazzo, il libro è avvincente, ricco di suspence e di sorprese.

Quale auspicio personale vuole dare alla nuova generazione?

Amo moltissimo i ragazzi. L’auspicio che mi sento di rivolgere loro è di essere se stessi, di non aver paura di essere autentici e di lanciarsi nelle sfide che rendono l’umanità migliore. 

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