DISUGUALI ED INFELICI: COME I SOCIAL ATTUALIZZANO IL PENSIERO DI ROUSSEAU

DISUGUALI ED INFELICI: COME I SOCIAL ATTUALIZZANO IL PENSIERO DI ROUSSEAU

A cura di Roberta Maria Serra

Il bisogno di apparire è ormai fondamentale nella nostra società ed analizzare questa problematica, a partire dal pensiero di Rousseau, può aiutare a comprenderne le cause.  

Il bisogno di apparire

Il bisogno dell’uomo di apparire migliore agli occhi degli altri ha radici profonde, una condizione che nasce insieme al concetto di comunità, ossia quando l’uomo iniziò ad avere un rapporto di dipendenza dagli altri. Il fenomeno è reso ancora più evidente nei giorni nostri con l’utilizzo sempre più popolare dei social network. Rousseau provò ad indagarne le origini nell’opera ‘Discorso sull’origine e i fondamenti delle disuguaglianze tra gli uomini‘.

Secondo il filosofo francese, la disuguaglianza iniziò ebbe origine con l’allontanarsi dell’uomo dalla sua condizione naturale. Egli distingue infatti fra due tipi di amor proprio: amor di sè (‘amour de soi‘) e amor proprio relativo (‘amour propre‘). L’amour de soi fa parte della condizione dell’uomo selvaggio, condizione vissuta lontano dai suoi simili e con passioni moderate. Non esistono sentimenti come l’orgoglio e il rancore e vive alla giornata, situazione che lo rende libero da ogni legame di dipendenza da altri uomini in quanto è in grado di provvedere da solo al soddisfacimento di ogni suo bisogno.

Jean-Jacques Rousseau (1712 – 1778)

Nasce la società e con essa la schiavitù

Con la nascita della società e del concetto di proprietà privata e conseguente divisione del lavoro, nascono anche i primi conflitti, i desideri, il rancore e la gelosia. L’uomo perde la sua indipendenza, deve dipendere da qualcun altro per il proprio sostentamento. Si ha una divisione netta dalla nascita dell’agricoltura e della metallurgia, entrambe necessarie, ma dipendenti l’una dall’altra. L’agricoltore necessita di macchinari in metallo per poter lavorare al meglio, e gli operai che lavorano il metallo hanno bisogno di cibo per poter lavorare. Dal lavoro e dalla suddivisione delle terre iniziano a notarsi le prime differenze tra gli individui: distinzioni per ingegno, capacità, che permettono di produrre più degli altri. Ne consegue la più grande distinzione tra ricchi e poveri e da qui la necessità di apparire, di dimostrare di avere più degli altri e di essere ciò che non si è, a discapito della realtà delle cose, solo in virtù dell’opinione pubblica. L’uomo selvaggio dello stato di natura, libero per definizione, è ora schiavo delle opinioni altrui.

La modernità come un filtro

Quello che Jean-Jacques Rousseau definisce come amour-propre è quindi una conseguenza delle disuguaglianze nate, pian piano, dal confronto con l’altro. Disuguaglianza frutto del progresso e della suddivisione dei ruoli nella società. L’uomo ormai abitante delle città non sarà più libero in quanto è sempre attivo per i ritmi imposti dalla società, con continui desideri e alla ricerca di beni superflui che non gli daranno mai una felicità duratura. Ed è proprio da queste differenze che l’uomo sente l’esigenza di dimostrare di essere migliore di altri, e nonostante ciò che ostenti sia solo una faccia della medaglia o addirittura non sia reale, ciò lo appaga comunque, in quanto l’opinione che gli altri hanno di sè è più importante di ogni altra cosa. Oggi chiunque può postare e condividere la propria vita, o comunque, condividere per lo più solo gli aspetti che si vogliono mostrare, nascondendo cosa c’è dietro realmente. Dai filtri per nascondere imperfezioni alla scelta di condividere solo i momenti felici e i propri successi, il confronto con le vite altrui lo si vive ormai quotidianamente, rischiando di diventarne schiavi. Non è facile uscire da questo meccanismo, e per farlo è necessaria molta consapevolezza di sè e del proprio valore; perché nessuno è perfetto come vuole far sembrare.

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