CRYPTO ART, DOVE ARTE E FINANZA SI INCONTRANO

CRYPTO ART, DOVE ARTE E FINANZA SI INCONTRANO

A cura di Edoardo Falcioni

1- Si va bene ma… che cos’è davvero la Crypto Art?

È difficile dare una vera e propria definizione di crypto art: questa, infatti, non è da considerarsi al momento come una corrente artistica o un movimento al pari del Dadaismo o della Pop Art, ma piuttosto come un fenomeno e una opportunità per determinati artisti di creare/trasformare il loro lavoro in opere digitali, rendendolo così fruibile al grande pubblico e, in particolare, alla cosiddetta generazione Z. È bene precisare che l’arte digitale esiste dai primi anni ’80 (mi viene in mente una storica foto che ritrae Andy Warhol e Keith Haring in compagnia di un giovanissimo Steve Jobs in procinto di aiutare i due artisti a realizzare opere digitali su uno dei primissimi Macintosh); quella dell’arte crittografica rappresenta un’ulteriore fase di tale fenomeno, e la tecnologia sottostante a questa rivoluzione è la Blockchain: semplificando ai minimi termini, si tratta di un registro crittografico distribuito e decentralizzato in cui, per quanto riguarda l’ambito in discussione, gli artisti sono in grado di associare le proprie creazioni a dei tokens digitali (i celebri NFT, acronimo di “Non Fungible Tokens”), che, per definizione, sono non fungibili in quanto non intercambiabili con nessun altro token per via della loro unicità (questo è l’aspetto principale che li contraddistingue dall’altra categoria di tokens, le cripto-valute). Per la prima volta nella storia, gli artisti sono in grado di sfruttare, economicamente ed intellettualmente, dei file digitali che, una volta “trasformati” in NFT, possono essere innanzitutto certificati, e, in secondo luogo, tracciati, esposti, scambiati e venduti sulla rete blockchain. A questo proposito è interessante notare come il mondo NFT non riguardi soltanto opere d’arte “nate digitalmente” ma anche lavori e dipinti fisici tokenizzati, ovvero trasformati in un NFT digitale che li rappresenta in versione digitale e, al tempo stesso, ne assicura l’autenticità e la provenienza.

2- Quali sono gli artisti che stanno emergendo in questo campo?

Gli artisti che operano nel mondo della Crypto art possono essere divisi in due categorie principali: gli artisti digitali, che hanno avuto per la prima volta l’occasione di commercializzare le proprie creazioni tramite NFT (il più famoso al mondo è attualmente senza dubbio Beeple, resosi noto al pubblico dopo che il suo pezzo Everydays: The First 5000 Days è stato battuto dalla casa d’asta Christie’s per la cifra record 69.346.250 l’11 Marzo 2021), e gli artisti “tradizionali”, se così li si può definire, che hanno iniziato a sperimentare questo ambito per avvicinarsi alle nuove generazioni (per esempio Damien Hirst o Takashi Murakami).

3- La Crypto Art è un mercato in espansione?

La mia visione è che in futuro la maggioranza degli artisti, affermati o meno, lanceranno delle proprie collezioni NFT che avranno lo scopo di consolidare la propria community e offrire ai propri estimatori la possibilità di far parte di un vero e proprio club in cui, oltre a potersi incontrare e partecipare ad eventi esclusivi, si potranno avere determinati diritti su opere fisiche, come diritti di prelazione per artisti molto affermati o addirittura la possibilità di potersi aggiudicare opere a prezzi scontati. Dunque, si tratta di una possibilità reale e concreta per tutti gli artisti di rafforzare il proprio pubblico e di farsi conoscere in tutto il mondo.

4- Quali consigli daresti ad un neofita?

Il consiglio principale è banalmente quello di acquistare sempre un’opera che vi piaccia esteticamente e che vi rappresenti: prima di collezionare un determinato NFT è sempre bene studiare il progetto e la roadmap (sopratutto comprendere se si tratta di una roadmap veritiera e realizzabile), comprendere dunque se si vuole far parte di una specifica community. Il lato nobile di questo mondo è quello di aggregare e creare gruppi che poi sfociano al di là del digitale: parecchi progetti di successo (tra cui il più famoso al mondo, quello dei “Bored Ape Yacht Club”), organizza eventi fisici e iniziative in cui tutti i membri della community possono incontrarsi e conoscersi. È essenziale quindi vedere chi c’è dietro ai vari progetti, chi ci mette la faccia; a questo proposito bisogna fare molta attenzione ai progetti creati da anonimi (paradossalmente il progetto dei “Bored Ape Yacht Club” rappresenta una delle poche eccezioni di progetti creati da anonimi ma di enorme successo). Non spendete mai più di quanto siete disposti a perdere: come sostiene Gary Vee, uno dei più grandi sostenitori del fenomeno NFT, una altissima percentuale di progetti è destinata a scomparire, ma, al contrario, la tecnologia è qui per restare. Scegliete dunque bene e non fatevi ingannare dalla speranza di facili ed immediati guadagni.

Movimento Giovani

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