I PRINCIPI DEL MOVIMENTO GIOVANI.

  1. Il Movimento Giovani nasce per organizzare, attivare e amplificare voci giovanili italiane per un miglioramento delle condizioni del Paese, il quale non può più prescindere dal contributo intellettuale, culturale e materiale della sua componente giovanile.

  2. Ai giovani il futuro appartiene non per conquista né concessione, ma per un destino biologico inderogabile: fare sì che vi sia un raccordo generazionale e un pieno e sano utilizzo delle energie che i giovani possono offrire è obiettivo primario del Movimento e presupposto per qualsiasi piano di rinascita o di riforma del sistema Paese.

  3. Caratteristica fondamentale del Movimento e metodo del suo agire è la traduzione delle richieste e delle speranze della sua base in Proposta: per questo si impegna non soltanto a criticare con sguardo vigile e severo le disfunzioni e le ingiustizie, ma anche e soprattutto proporre soluzioni ragionate, che poggino su dati e analisi e siano frutto di confronto con esperti e realtà accademiche.

  4. Per raggiungere i suoi obiettivi il Movimento non solo si occuperà di stilare proposte legislative, di concretizzarle su carta e combattere per la loro esecuzione, ma anche di portare avanti istanze culturali per far germogliare nella società tutto ciò di buono o di utile alle sue finalità che non può per necessità -o non deve- essere imposto dall’alto con lo strumento della Legge.

  5. Per noi l’aggettivo “giovane” è pregno di significato e incarna quanto di nuovo possiamo dare: la voglia di agire, il coraggio, il fermento intellettuale, la volontà idealista ma concreta di migliorare e plasmare la realtà che ci circonda. Per questo, obiettivo irrinunciabile è non solo rimuovere gli ostacoli veri e innegabili che si frappongono tra i giovani di oggi e il successo o la realizzazione dei loro sogni, ma anche far sì che essi sentano coscienti di loro stessi e siano realmente volenterosi di cogliere le opportunità, di mettersi in gioco e di vivere con pienezza la vita in relazione con gli altri.

  6. Il Movimento riconosce e promuove il valore del Merito, sia verso l’esterno, nella sua proposta politica e sociale, che nel suo ordinamento interno e nel rapporto con i propri iscritti.

  7. Il Movimento fa suo il valore costituzionale del Lavoro, come fine ultimo della formazione, fonte di dignità e come strumento di compimento e realizzazione della persona, impegnandosi perché sia sentito tra i giovani e nella società il dovere di ciascuno (art 4 Costituzione) “di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

  8. Gli ideali qui espressi e la concretezza nel porli in essere sono alla base dell’azione politica del Movimento.

PERCHÉ C’È BISOGNO DI NOI? QUALI SONO I NOSTRI VALORI?

Il Movimento Giovani nasce per riempire il vuoto creato dalla mancanza di una  proposta giovanile organizzata e mirata in Italia, per mettere fine al silenzio o al  brusio improduttivo sulle politiche giovanili con una voce forte, energica e  autorevole. Vogliamo che l’ascolto e la valorizzazione dei giovani non sia più  considerato uno slogan, un capriccio da parte di un solo settore della società a  favore di sé stesso: bisogna dire, una volta per tutte, che un sano  coinvolgimento dei giovani nel sistema Paese non è l’interesse di una  generazione, ma è una medicina indispensabile per i mali della società nel suo  insieme. 

Ciò che possiamo offrire di nuovo rispetto ad altre realtà è che il nostro modo di  agire sarà improntato sulla proposta e non solo sulla critica. Le nostre battaglie  verranno dal basso ma verranno pensate, processate e studiate in modo da  avere appoggio sui dati e sull’aiuto, dove necessario, di esperti e accademici.  Altra novità è l’ambizione di non essere solo una delle proposte giovanili, ma un  luogo in cui si possano unire e in cui possano trovare spazio volontà comuni,  concrete, strutturate e organizzate provenienti da molte realtà più piccole locali  e nazionali.

LA NOSTRA VISIONE, LA NOSTRA MISSIONE.

La nostra forza non è tanto proporre qualcosa di “nuovo” e basta, quanto proporre qualcosa di “giovane”: parola che incarna per noi la volontà di cambiare la realtà che ci circonda, il coraggio, il fermento intellettuale e un approccio energico alla vita e ai suoi problemi. Porteremo avanti le nostre battaglie con la stesura di progetti di legge, e saremo vigili sulla loro attuazione, ma non tutto può essere realizzato in questo modo: gran parte del nostro lavoro sarà quello di lavorare nella società, per far sì che tutti siano sensibili, prima di tutto i giovani stessi, rispetto ai problemi che denunceremo.

Il nostro Movimento riconosce il valore del merito e una visione attiva della vita; per questo da un lato lavorerà sugli ostacoli reali che impediscono ai giovani di avere successo oggi, dall’altro vorrà compiere una battaglia culturale e motivazionale per creare una spinta, invogliare i giovani a non rinunciare alle opportunità, ad avere la consapevolezza di poter portare un contributo a sé stessi e agli altri. Vogliamo in questo campo essere allo stesso tempo rivoluzionari e responsabili.

Crediamo nel Lavoro come mezzo di realizzazione e crediamo che tutti debbano (articolo 4 della Costituzione) “svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Vogliamo non solo essere il futuro, come è inevitabile, ma esserne uno migliore e per questo vogliamo una società che coltivi le nostre (che sono le sue) energie. Ci siamo uniti in sostanza per questo: abbiamo smesso soltanto di volere o di avere speranza e abbiamo deciso di essere la speranza, di noi stessi, delle nostre famiglie e delle nostre comunità.

IL NOSTRO METODO (ATTORI).

Per contestualizzare le idee e progettualità che emergono dai laboratori e dibattiti interni al Movimento, è necessario considerare gli stakeholders, o attori, che possano essere riconducibili sia alla natura dei problemi che alle rispettive soluzioni.

In generale, questi attori/fattori sono: il fattore culturale (i giovani/gli studenti), il fattore sistemico (le istituzioni/il ministero dell’istruzione), il fattore intermediario (gli esecutori delle policy sistemiche, e.g. gli istituti scolastici, le università, i docenti). Inoltre, per quanto concerne le tematiche del mercato del lavoro, il quarto attore/fattore è il fattore impresa (inteso come singole
aziende e le associazioni/confederazioni come Confindustria che ne rappresentano gli interessi).

Tutte le proposte tematiche del Movimento devono sin dal concepimento dell’idea tenere in considerazione quali di questi attori siano coinvolti nel problema e nella soluzione ed in quali modalità. La nostra politica è certamente quella di rilevare problematiche concrete, empiriche e sostanziali che caratterizzano l’oggi ed il domani dei giovani, ma è soprattutto quella di proporre delle soluzioni, per una volta, concepite da chi queste criticità le ha viste o vissute. È necessario ragionare con più teste, per confrontarsi sulle diverse esperienze ed opinioni, saper ascoltare. Dall’ascolto e dal pragmatismo di metodo, derivano le proposte sui tavoli di lavoro del nostro Movimento.

LE NOSTRE IDEE (Due esempi di proposte e di relativo approccio)

Giovani universitari ed il mercato del lavoro

Contenuto: i giovani universitari italiani soffrono uno svantaggio cronico dal punto di vista dell’orientamento, accesso e inserimento nel mercato del lavoro. Questo è dovuto anche all’attuale mancanza di consapevolezza da parte dei giovani di quanto sia utile svolgere uno o più tirocini, a cui spesso è preferito la dedizione assoluta allo studio per ottenere voti in linea con le aspettative, e dunque alla successiva mancanza di orientamento professionale ed esperienze spendibili spesso richieste dai datori di lavoro.

Una prima problematica sistemica nei programmi universitari la troviamo constatando l’assenza di un semestre bianco nel corso dei cicli di studio triennali. In assenza di un semestre bianco dedicato allo svolgimento di tirocini, gli studenti più informati, e che conoscono i requisiti per le posizioni a
cui ambiscono, iniziano la ricerca di un tirocinio estivo. Anche in questo caso troviamo un notevole ostacolo causato dalla forte carenza di offerta di stage estivi in Italia. Questa carenza è dovuta proprio alla mancanza di
consapevolezza degli studenti e assenza di semestre bianco, che combinati producono poca domanda di tirocini estivi e di conseguenza uno scarso interesse per le aziende nella produzione di programmi strutturati di accesso estivo.

Sviluppo: I temi su cui lavorare sono (i) la consapevolezza dei giovani dei requisiti del mondo del lavoro e di ciò che possono fare per rendersi competitivi nel corso degli studi universitari; (ii) in considerazione della crescente consapevolezza, coinvolgere a livello micro-sistemico le Università
per sviluppare programmi di incentivo ed accesso facilitato a tirocini estivi con le aziende; (iii) a livello macro-sistemico riportare i risultati ottenuti tra studenti e Università ai referenti del ministero dell’istruzione per elaborare delle policy di aggiornamento e facilitazione dello svolgimento di tirocini, come ad esempio una semplificazione e standardizzazione a livello nazionale della burocrazia sottoposta ai datori di lavoro per assumere un tirocinante curriculare.

Il sostegno al merito per il futuro.

Contenuto: il costo medio di accesso al sistema universitario pubblico italiano è decisamente superiore a quello sostenuto dai colleghi degli altri Paesi europei. Benché, per quanto riguarda la contribuzione, esistano diverse modalità di scaglionamento e sostegno allo studio in funzione del reddito, in Italia si registrano numerose lacune quanto al sostegno dello studio per merito. Le borse di studio concesse per “merito” sono quasi sempre lasciate a fondazioni ed enti privati in grado di investire del capitale monetario nel capitale umano sostenendo la ricerca. Tuttavia, la ricerca deve essere promossa e sostenuta, in tutti gli ambiti, anche a livello pubblico.

Sviluppo: l’investimento pubblico nel settore educativo deve mirare allo stimolo di una ricerca di qualità e permetta di evitare anche la dispersione scolastica e quella universitaria. A tal proposito, devono essere previsti finanziamenti economici su base meritocratica per gli studenti che possano contribuire al futuro del Paese. Inoltre, le eccellenze non devono essere abbandonate e per questo motivo forme di sostegno economico devono essere immaginate anche per il periodo post-universitario con l’obiettivo di ridurre al minimo la dispersione di conoscenza al di fuori dei confini nazionali e fare in modo che l’investimento pubblico per l’istruzione possa dare il proprio frutto per il rilancio e lo sviluppo Italiano.