CARRIERA ALIAS: STOP AL MISGENDERING SCOLASTICO

CARRIERA ALIAS: STOP AL MISGENDERING SCOLASTICO

A cura di Giulia Fusco

La scuola e l’università sono enti pubblici che devono garantire sicurezza e benessere agli studenti, ma siamo sicuri che gli istituti accademiche tutelino tutti? La carriera alias è fondata sull’autodeterminazione di genere ed è rivolta agli studenti che affrontano la transizione. Perché molte scuole ed università stanno iniziando ad applicarla? Chi è pro e contro alla Carriera Alias?

lgbt, lgbtq, carriera alias

Ci sono certamente pareri discordanti in merito alla questione, ma per quanto si possa essere tradizionalisti non bisogna chiudere gli occhi e la mente di fronte all’evoluzione. La carriera alias ha facilitato i percorsi di transizione di genere a livello psicologico, poiché il misgendering aumenta la disforia nelle persone transessuali. Di conseguenza innesca un estenuante senso di inadeguatezza. Le scuole e le università hanno il dovere sociale e morale di tutelare i propri studenti, affinché siano sereni durante le ore di lezione. Mettiamo un punto al misgendering scolastico ed apriamoci all’inclusività.

Il misgendering è una forma di violenza attuabile attraverso il linguaggio, nel momento in cui ci si appella ad una persona con articoli, desinenze o pronomi che non corrispondono alla sua identità di genere

Cos’è la Carriera Alias?

La Carriera Alias è un profilo burocratico riservato agli studenti trans di scuole ed università. Questo protocollo garantisce la protezione agli studenti dal misgendering che devono subire durante l’appello e inoltre sono costretti ad andare nel bagno che non rispetta la loro identità di genere. I ragazzi che fanno richiesta del profilo temporaneo devono avere il consenso familiare se sono minorenni, se hanno già raggiunto la maggior età possono svolgere le procedure richieste senza l’aiuto dei propri tutori legali. La Carriera Alias ha tre punti fondamentali, ovvero la sostituzione dal dead-name al nome scelto dal suddetto studente che verrà identificato nei documenti scolastici. Il secondo punto è la garanzia di luoghi sicuri, come il bagno e lo spogliatoio che sono spesso punti di ritrovo per atti denigratori. Inoltre questo protocollo consiglia una formazione rivolta agli studenti, docenti e personale ATA sulla transessualità. La Carriera Alias non è un protocollo univoco, quindi ogni scuola o università ha delle eccezioni proprie.

lgbt, lgbtq, carriera alias

La Carriera Alias è una grande innovazione che fa sentire tutti gli studenti inclusi ed accolti nelle strutture accademiche. Sempre più licei ed università stanno applicando questo protocollo, per ridurre gli attacchi di misgendering verso gli studenti che affrontano questo percorso insidioso. La prima università è stata quella di Torino nel 2003, a seguire La Federico II a Napoli e l’ateneo di Bologna. Nel 2020 sono 32 università su 68 che offrivano la possibilità d’iscrizione al profilo Alias, secondo il sondaggio fatto da Universitrans.it. Per quanto riguarda le scuole, solo dieci licei hanno aderito al protocollo alias, gli istituti sono: il liceo Cornaro di Padova, il liceo artistico Ripetta di Roma e il Marco Polo di Venezia.

Gli oppositori, chi sono?

Non tutti sembrano essere d’accordo con l’attivazione della carriera alias, infatti le associazioni pro-life & famiglia che combattono da sempre l’ideologia gender nelle scuole italiane, credono che questo protocollo non sia una buona idea per tre ragioni. In primo luogo pensano che essendo un profilo provvisorio attuato esclusivamente nelle mura scolastiche possa creare confusione e ancor più disagio nel ragazzo\a trans. Un’altra argomentazione è di natura giuridica, i pro-life & famiglia sostengono che la scuola non possa fare leva sul D.p.r. 275/1999, ovvero il regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche. Ritengono che questa scelta sia parziale ed arbitraria, poiché l’articolo 4 del citato D.p.r. presuppone, quale componente finalistica della norma, il rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e delle finalità generali del sistema. Quindi non ci si può appoggiare all’autonomia scolastica per prendere provvedimenti che non trovino in una norma. Il terzo ed ultimo punto è l’enorme conseguenza negativa della carriera alias sui ragazzi, poiché secondo il loro punto di vista andrebbe ad agevolare l’iter di transizione.

lgbt, lgbtq, carriera alias

Movimento Giovani

'Il Giovane' è l'organo di scrittura ufficiale del Movimento Giovani, seguici sui social!

Leave a Reply