LGBTQ+ STUDIO COMPARATIVO:ITALIA VS RESTO DEL MONDOITALIA

(Gloria Alite)

Per diritti LGBTQ+ si intendono una serie di diritti civili e umani che iniziano ad essere
riconosciuti, nella maggior parte dei casi, a partire dagli anni ‘60 del XX° secolo. Nonostante la
miccia del dibattito riguardo ai diritti civili sia stata accesa più di cinquant’anni fa, la tematica resta
ancora oggi oggetto di numerosi dibattiti politici e contestazioni. Facciamo perciò chiarezza sul
contesto italiano confrontandolo con quello del resto del mondo.


Il primo passo verso i diritti civili in Italia si vede nel 1889, con il codice Zanardelli. Questo
codice non andava a legalizzare le relazioni omosessuali ma abolì la pena capitale. Con l’avvento
del fascismo però, molte disposizioni del codice vennero disattese, fino a arrivare nel 1930, dove fu
sostituito dal codice Rocco. Nel codice Rocco Inizialmente era prevista una norma di
criminalizzazione dei rapporti omosessuali (art.528), si decise successivamente che questi rapporti
non erano tanto diffusi da meritare sanzioni.


Arriviamo al 1982 dove con la L.164/1982 si introduce la possibilità di cambiare il sesso e il
nome enunciati all’atto di nascita. Essendo però una procedura giudiziale, spetta al giudice di
valutare la possibilità di una pronuncia favorevole alla richiesta.


In tutto questo il resto del mondo si stava muovendo a facendo passi in avanti; infatti, l’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite nel 1948 introdusse il riconoscimento dei diritti enunciati dalla carta
a tutti gli individui, “senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di
religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di
nascita o di altra condizione”. Due anni dopo questi principi vennero recepiti anche dalla
Convenzione Europea, CEDU.


L’Italia invece ci mise più tempo per assorbire tutto ciò, infatti vediamo l’art.3 nella sua forma
attuale solo nel 2003. Con questo articolo, che costituisce i principi fondamentali della nostra
Costituzione, vengono vietate le discriminazioni in ambito lavorativo basate sull’orientamento
sessuale.
Anni dopo, nel 2015, la Cassazione dichiara l’illegittimità dei divorzi imposti nel caso di
matrimonio tra una donna e l’ex marito transessuale.
Nello stesso anno la sentenza n.15138 stabilisce che non è necessario un intervento chirugico dei
genitali per modificare l’attribuzione di sesso nei documenti per le persone trans. Con queste leggi
sembra che la situazione italiana si stia evolvendo quando manca ancora tanto per arrivare a
riconoscere molti diritti. Infatti, sempre nel 2015 veniamo condannati dalla Corte di Strasburgo
per non aver adottato una legislazione diretta al riconoscimento e alla protezione delle unioni civili
tra persone dello stesso sesso. Per questo motivo nell’anno successivo con la legge Cirinnà si
introdusse un regolamento che regola le unioni civili e le convivenze di fatto.
Arriviamo ad oggi e alla Legge Zan, una legge contro l’omolesbobitransfobia. Si tratta di un
aggiornamento dell’articolo 604 bis del codice penale, che si occupa di punire la “propaganda e
istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”. Al momento
questa legge è ferma, e chi chiediamo quanto tempo ancora si verrà per approvarla, oppure se


dobbiamo essere ripresi da organismi esterni come nel 2015, per recepirla e capirne la sua
importanza.

RESTO DEL MONDO

(Alexander Cerato)

Come abbiamo visto la situazione in materia di diritti LGBTQ+ in Italia non è delle migliori. Ecco,
dunque, com’è la situazione in alcuni paesi dell’Unione Europea e del mondo dal punto di vista
giuridico.

MATRIMONI FRA OMOSESSUALI / SODOMIA / OMOSESSUALITÀ

il matrimonio fra persone dello stesso sesso è stato legalizzato nel 2005 in Spagna, nel 2013 in
Francia e nel 2017 in Germania. Alcuni paesi in cui è ancora criminalizzata l’omosessualità e, di
conseguenza, anche l’unione fra persone dello stesso sesso.

  • Russia: Nel 2012 è stata emanata una legge che vieta il gay pride in città per i prossimi cento
    anni. Ai sensi della legge, è un atto criminale tenere un gay pride, parlare in difesa dei diritti
    degli omosessuali, distribuire materiale che promuova le istanze delle persone omosessuali
    o propagandare l’idea che le relazioni tra persone dello stesso sesso siano uguali a quelle
    etero. Inoltre, Nel maggio 2014 è stato rivelato che, in conformità con la legge sulla
    propaganda, il gioco per computer ‘The Sims 4’ che ha permesso ai personaggi di
    partecipare alle relazioni tra persone dello stesso sesso, era stato dato, in Russia, un rating
    18+, limitando la sua vendita solo agli adulti.
  • Singapore: i diritti LGBTQ+ non sono riconosciuti; inoltre, come spesso accade, non è mai
    stata introdotta alcuna criminalizzazione verso gli atti sessuali tra donne. La pena per il reato
    di omosessualità è da dieci anni all’ergastolo.
  • Arabia Saudita: i diritti LGBTQ+ non sono riconosciuti. Fin dal 1928 il sistema giudiziario
    punisce il reato di sodomia con la lapidazione fino alla morte (se invece si tratta di uno scapolo
    la pena ammonta a 100 frustate nella pubblica piazza e l’esilio per un anno). *Nel 2002 tre
    uomini sono stati decapitati con una spada per essere stati giudicati colpevoli di “estrema
    oscenità e turpi atti omosessuali, sposandosi tra loro e molestando i giovani”.

ADOZIONE FRA PERSONE DELLO STESSO SESSO

  • Francia: L’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso è legale. Inoltre,
    omosessuali possono adottare bambini anche da persone singole così come è permesso a chi
    è eterosessuale.
  • Stati Uniti: L’adozione da parte di una coppia omosessuale è legale, così come da parte di
    una singola persona.
  • Regno Unito: L’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso è legale per
    effetto dell’Adoption and Children Act 2002.

IRAN, UN CASO ESTREMO

In Iran soltanto essere sostenitori dei diritti LGBTQ+ può essere molto pericoloso e portare una
persona fino alla pena di morte. Per esempio, gli omosessuali vengono giustiziati nelle carceri
giudiziarie e l’ultimo caso in cui è stata comminata la pena di morte a una persona omosessuale
risale al febbraio 2019 (quando un trentunenne è stato impiccato con l’accusa di stupro).
Nel giugno 2019 Mohammad Javad Zarif (ministro degli affari esteri) ha difeso la pena di morte per

gli omosessuali affermando che “La nostra società ha dei principi morali. E viviamo secondo questi
principi. Questi sono principi morali relativi al comportamento delle persone in generale. Ciò
significa che la legge deve essere rispettata”.
Ecco le esecuzioni più recenti:

  • 30 gennaio 2022: due uomini sono stati giustiziati nella prigione di Maragheh, nel nord
    ovest dell’Iran, con l’accusa di sodomia, dopo essere stati arrestati nel 2015 .
  • 4 settembre 2022: due giovani attiviste iraniane, Zahra Sedighi-Hamedani e Elham
    Chobdar, rispettivamente di 31 e 24 anni, sono state condannate a morte dal Tribunale
    Rivoluzionario di Orumiyeh con l’accusa di “corruzione sulla Terra attraverso la
    promozione dell’omosessualità”.

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